Volevamo andare a Stoccolma. Per un motivo o un altro avevamo sempre rimandato. Questa è la storia del viaggio, fatto da Paola e Luigi, alle soglie dei sessanta, col loro nuovo semintegrale Laika Kreos.
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| Casa tipica della Scania. Foto: Håkan Sandbring |
10 agosto 2005 – Trelleborg – Kalmar – km 341
La prima notte in Svezia trascorre tranquilla, naturalmente leggermente bagnata com’era da aspettarsi. Costeggiamo il mare sino a Ystad. È tutto un susseguirsi di casette, perlopiù in legno, che si alternano a spazi coltivati. Il mare da un lato ed il verde, molto più intenso del nostro. È una terra tranquilla, rilassante, dove lo scorrere del tempo è lento e spesso monotono. Il meglio, paesaggisticamente parlando, della giornata sta nel tardo pomeriggio, quando percorriamo il ponte che da Kalmar porta sull’isola di Oland. Non all’altezza delle dighe olandesi, a cui mentalmente richiama il nome dell’isola, ma comunque bello ed eccitante. Per la notte torniamo sulla terraferma. Originariamente cercavamo il campeggio locale, ma troviamo posto – ed un cartello segnaletico conferma la possibilità di sostare – nel parcheggio all’ingresso del paese: bello, gratuito e fruibile.
11 agosto 2005 – Kalmar – Stoccolma – km 470
Il sole si fa strada tra le nuvole, spazzate via da un vigoroso vento e noi facciamo il nostro ingresso caotico a Stoccolma. Mai prima d’ora mi ero trovato tanto in difficoltà nell’orientarmi in una città straniera. E pensare che tracciando la rotta sulla cartina mi era sembrato estremamente semplice ed ero certo che avrei trovato l’area di sosta attrezzata sull’isola di Langholmen senza alcun problema! Ci troviamo quindi a girare per oltre due ore tra le vie di Stoccolma, passando da un’isola all’altra, mancando le indicazioni stradali o scorgendole in ritardo. Una città stupenda, ma difficile da girare, specie con un camper nel traffico del pomeriggio, quando gli uffici si stanno svuotando.
12 agosto 2005 – Stoccolma
Giornata dedicata alla scoperta di questa meravigliosa città, tanto più bella quanto inaspettata nel suo splendore. Dopo una sostanziosa colazione ci mettiamo in strada. Acquistiamo una pianta topografica della città e i biglietti per il sightseeing, con cui faremo prima un giro completo al fine di prendere confidenza con i posti, che ci appaiono subito splendidi in una bellissima giornata di sole. Saliamo e scendiamo a nostro comodo dal pullman del sightseeing – con l’acquisto del biglietto si ha diritto a questa possibilità, anche se le spiegazioni non vengono fornite da una guida, ma da un nastro registrato che si ascolta in cuffia. Davanti al teatro mentre aspettiamo il tram n. 7 – vecchio mezzo storico reintegrato in servizio ad uso e consumo dei turisti – passa la banda, preceduta da due vigilesse a cavallo. Dobbiamo fare una scelta dei posti da vedere e decidiamo per il museo all’aperto di Skansen, dove ci aspettiamo di vedere i vari aspetti di questa terra così estesa. Sicuramente una scelta azzeccata perché il posto è bellissimo, ben tenuto e meglio organizzato. Oltre all’ambientazione accurata, ci sono figuranti in costume, disponibili a fornire informazioni più dettagliate sui vari ambienti, a dar vita al posto. Per il pranzo ci sediamo in un bar d’epoca e ci concediamo due pezzi di torta con caffelatte. E poi via di nuovo, soffermandoci su tutte le ambientazioni, attraversando lo zoo e godendoci il panorama di Stoccolma in lontananza. Alla fine torniamo in città per vedere il Gamla Stan, nucleo storico originario di Stoccolma. Un intrico di vie dove anche noi ci abbandoniamo allo shopping. Dopo i primi timidi e imbarazzati tentativi di prendere confidenza con questa città, ci riscopriamo a superare ponti e percorrere strade come se fossimo di casa.
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Älvrosgården a Skansen. |
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Foto: Marie Andersson, Skansen |
13 agosto 2005 – Stoccolma – Mariefred – km. 197
Ci sveglia un bel sole ed è con molto rimpianto che decidiamo di lasciare Stoccolma, una città che ci ha affascinato e che – se sarà possibile – torneremo a visitare, magari in inverno per scoprirne il fascino sotto la neve. Usciamo da Stoccolma e per la E4 ci dirigiamo a Sigtuna, la città più antica della capitale. All’ingresso del paese, facendo rifornimento di gasolio, conversiamo col gestore che ci fornirà molte notizia sulla cittadina, unitamente ad una mappa dettagliata e suggerimenti di dove parcheggiare. Il paese è sulla riva del fiordo che unisce la capitale a Uppsala. Un piccolo borgo medioevale, ben conservato ad uso turistico. Tutto ruota attorno al porticciolo ed alla via principale. Ripresa la strada, andiamo a Strängnäs, anche questa città medioevale sul fiordo del lago Malaren. Scattiamo alcune foto sul lago e visitiamo la cattedrale che domina dall’alto di una bassa collina. Abbiamo percorso un semicerchio, andando ad est di Stoccolma, aggirando il Malaren ed è ora di dirigere la rotta verso sud, chiudendo il cerchio a Mariefred, di tutte e tre le cittadine che fanno da corona alla capitale, a nostro avviso, la più bella.
14 agosto 2005 – Mariefred – Gränna – km 330
Attraverso la E 20, andiamo a riprendere la E 4 per percorrerla in senso inverso sino a Norrkoping. L’impressione di viaggio che ne ricaviamo non è diversa da quella dell’andata: paesaggio rilassante, immersi nel verde dei boschi di conifere, ma alla fine monotono. Proseguiamo sull’autostrada sino a Linköping. Riprendiamo poi la strada verso sud che costeggia il lago Vättern. Nell’ordine incontriamo Vadstena, sicuramente pittoresca e che fa da corolla al castello eretto sulle rive del lago a protezione, Ödeshog con un grazioso porticciolo turistico proprio sulla punta del promontorio ed infine Gränna, famosa nel mondo per i bastoncini di zucchero caramellato che si distende allungata su di una collinetta, di fronte all’isola di Visingsö. Decidiamo di fermarci qui, nel parcheggio a pagamento dell’imbarcadero, di fianco ad uno splendido parcheggio natura, dagli spazi immensi con cui confiniamo.
Autore: Luigi e Paola Bartezaghi