Ogni viaggio deve la sua realizzazione a qualcosa che ha solleticato la curiosità di chi decide di intraprenderlo. La visita di Copenaghen e Malmö si è realizzata grazie ad una foto che riproduceva il ponte che collega la Danimarca alla Svezia. Il Ponte sull'Øresund, è stato inaugurato il 1° luglio 2000.
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Il ponte dell'Öresund Foto: Håkan Sandbring |
13 maggio 2005
La giornata è perfetta per la nostra avventura in terra svedese: sole con poco vento, cielo azzurro intenso, nemmeno una nuvola spunta all'orizzonte. Le ferrovie danesi funzionano in maniera divina: puntuali al secondo, con carrozze comodissime e silenziosi treni che sembrano scorrere su un cuscino d'aria. C'è divieto di parlare al cellulare o fare conversazioni turbolente che possano disturbare gli altri passeggeri. Costeggiamo per un primo tratto la costa che da Copenaghen sale verso nord, dove si susseguono graziose abitazioni con giardino; poi veniamo risucchiati all'interno e la vista spazia su tratti di campagna o fitti boschi. Per il momento nessun'ombra di mucche o cavalli.
Dopo meno di un'ora scendiamo alla stazione di Helsingør. Dei buffi cartelli stradali a più braccia indicano le vie e i luoghi di interesse artistico. Ci dirigiamo verso il centro della cittadina, per poi proseguire verso la punta estrema per raggiungere la prima meta della giornata: il Castello di Kronborg. Questo castello è notoriamente noto come Elsinore, patria di Amleto.
Dopo aver consumato un piatto tipico danese in un grazioso ristorante con il soffitto a travi scure, ci incamminiamo verso il porto per imbarcarci per la Svezia.
C'è da sottolineare un fatto particolare. Nella vicina Svezia è vietato vendere alcolici e i pochi in vendita hanno un ricarico in tasse molto consistente. Tale divieto non è previsto in Danimarca, pertanto i negozi vicino al porto a Helsingør vendono soprattutto questa merce. Migliaia di bottiglie, fra birra, vino e liquori, sono messe in bella mostra sia all'interno dei negozi che all'esterno, coperte a mala pena da ombrelloni. Chissà come saranno buone queste bevande lasciate al sole per ore! Così si vedono in giro donne, uomini e ragazzi, con enormi borsoni o addirittura carrelli per il trasporto merci, che una volta fatto il carico, ripartono alla volta di Helsinborg a bordo dei traghetti. La cosa assurda è che una volta arrivati in Svezia non si passa la dogana. Quindi è proibito vendere alcolici, ma non importarli!
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Helsingborg |
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Foto: Daniela Carrara |
Lasciamo la costa danese con una bella nave in perfetto orario e dopo appena venti minuti attracchiamo a Helsinborg, nella regione di Skåne, in Svezia. Il tragitto è breve, ma emozionante. Ci siamo piazzati strategicamente sul ponte a prua della nave. Il sole abbacinante, l'aria di mare con il suo inconfondibile profumo, il mare stesso con quell'aspetto piatto tipico di queste latitudini, il grido dei gabbiani, la costa che rapidamente si avvicina e il porto che prende sempre più la propria fisionomia, contribuiscono a rendere questi momenti indimenticabili.
Helsinborg è una cittadina di confine, con poche pretese. Ha un bel municipio e la medioevale Kärnan, la torre fortificata, unica parte superstite dell'antico castello. Dopo aver fatto ben 131 gradini possiamo godere uno stupendo panorama sulla stretto e la costa danese. Passeggiamo un po' per il centro e, prima di ritornare al porto per prendere il treno che ci porterà a Malmö, visitiamo Sankta Maria Kyrka, una costruzioni in forme gotiche del XIII sec. L'interno, a tre navate, racchiude un bel pulpito barocco e alcuni modellini di navi fatti per ex voto. Pittoresca è la piazzetta davanti alla chiesa, con basse casette di legno. Il designer Scandinavo ha colpito ancora: le chiome degli alberi sono quadrate!
Anche qui i treni sono puntualissimi. Dall'apertura del ponte sull'Øresund i collegamenti ferroviari partono da Helsinborg ed arrivano a Helsingør, e viceversa, collegando in questo modo due nazioni.
Dal finestrino si susseguono estese coltivazioni, che si allargano su ogni metro quadrato di territorio fertile rendendo gradevole ed ordinato il pianeggiante paesaggio svedese, suddiviso in appezzamenti regolari dai colori diversi, a seconda della piantagione. Si passa dal verde smeraldo, al bruno-rossiccio, al giallo intenso. La sensazione è spesso quella di avere sott'occhio un enorme lavoro di patchwork, messo insieme con molto gusto e sobrietà.
Alzando gli occhi dal verde dei campi, non si incontrano ostacoli, ne uno sfondo di colline, solamente isolate fattorie ed enormi eliche eoliche che girano pigramente grazie al vento. Finalmente vediamo delle mucche libere al pascolo.
Puntualmente il treno si ferma nella stazione di Malmö, terza città della Svezia. Nel vecchio porto occidentale è stato ricavato un nuovo quartiere ecologico con affascinante architettura e soluzioni energetiche a tutela dell'ambiente. Sono inoltre in corso numerosi progetti che modificheranno l'aspetto della città nei prossimi anni e questo si sta realizzando grazie al collegamento diretto con la Danimarca effettuato dal nuovo ponte. Qui i prezzi delle abitazioni sono meno cari e molti, dalla Danimarca, si stanno trasferendo in questa zona, raggiungibile comodamente in treno dalla capitale danese in soli 37 minuti.
Facciamo un breve giro nel centro. Ci imbattiamo nella Banda degli Ottimisti, ossia delle curiose statue di bronzo, molto singolari, che mimano una sonata di trombe e tamburi, collocate sulla via pedonale.
Riprendiamo il treno per tornare a Copenaghen e dopo pochi minuti veniamo risucchiati dal tunnel artificiale che collega la terra ferma al grande ponte sull'Øresund.
Un ponte, un'isola artificiale ed un tunnel: sedici chilometri di asfalto e rotaie sotto e sopra il mare attraversano lo stretto e collegano Svezia e Danimarca. Un'avveniristica opera di ingegneria che ha reso più veloci i commerci e gli scambi culturali.
Mi sento eccitata. Anche se la posizione della ferrovia non permette la visione completa di questa strada, attraversare il mare in questo modo è un'esperienza da fare. In soli 6 minuti si lascia la costa svedese e si raggiunge quella danese.
E così in una sola giornata siamo riusciti a toccare due nazioni, vedere bellezze artistiche e paesaggistiche e soprattutto sperimentare qualcosa di nuovo.
Autore: Daniela Carrara